L’importanza della trasgressione sessuale per la crescita individuale

Ultimo tango a Parigi: manifesto della trasgressione

“Jeanne: Non so come chiamarti.

Paul: Non ho nome.

Jeanne: Vuoi sapere il mio?

Paul: No, no, stai zitta, non dire niente: io non voglio sapere come ti chiami. Tu non hai nome e io nemmeno: nessun nome. Qua dentro non esistono nomi, capito?”

Storia di un film che spaventò i benpensanti

L’incipit di questo articolo è la frazione di un dialogo di uno delle pellicole più trasgressive della storia del cinema nonché vittima, per anni, di odiose censure.  “Ultimo tango a Parigi”, è il capolavoro di Bernardo Bertolucci, interpretato dal miglior Marlon Brando e dalla giovanissima Maria Schneider, famoso per la “scena del burro” dove Brando la sodomizza, per ammissione dello stesso regista, all’insaputa di quest’ultima affinché la scena risultasse il più veritiera possibile. La trama, per quei tempi, è scandalosa.

La storia

Un vedovo attempato che incontra una ventenne sconosciuta, la porta in un appartamento e consumano tutte le loro voglie sessuali, senza nemmeno dirsi i loro nomi. Il film inciderà profondamente sui costumi sessuali della società. Uscito nel 1972, decretato nel 1976, riabilitato nel 1987. Campione d’incassi, pluripremiato, considerato tra i cento film più belli di tutti i tempi.

Benefici della trasgressione

Perché questo successo? Perché è un film che, nonostante un finale tragico, ti insegna a lasciarti andare, a correre dei rischi, a trasgredire, appunto, i protocolli standard della seduzione, ad agire d’istinto sulla scia della sola passione. La trasgressione consiste nel saper infrangere una regola, un tabù, il conformismo imperante. Per questo non è certo negativa. Anzi, i sessuologi concordano che è positiva, fisiologica e naturale.

Pensiamo alle fiabe

L’individuo che non trasgredisce non evolve, non si mette in gioco, si nega delle possibilità. Significa non saper uscire da contesti rassicuranti; non rischiare nulla, non sapersi mettere alla prova, eppure è l’unico modo per diventare adulti. Ce lo insegnano pure le fiabe, attraversare il bosco, rischiare di incontrare il lupo e scoprire che il lupo non è niente male. Solo con la disobbedienza si cresce. Ma oggi trasgredire è un’altra cosa, più sicura ma un po’ più priva del brivido dell’imprevisto.

La trasgressione oggi

A guardar bene, ci sono più regole nel mondo della trasgressione che ai mondiali di calcio. Ora, noi pensiamo di trasgredire, ma lo facciamo senza, rischiare. Dietro ai nostri nick name chattiamo e vogliamo sapere tutto, dalle dimensioni del cazzo, alla dilatazione della figa, taglia, misura del reggiseno con specifiche sulla coppa, anni, statura, peso, gusti sessuali; Squirti? Prolassi? Quanto duri? Lecchi i piedi? Ti fai fistare? Circonferenza del polso? Pressione minima? Come sei messo a disfunzione erettile? Peggio di un colloquio col medico. Come se tutte queste informazioni, qualora rispondessero ai nostri ideali, ci potessero garantire che l‘esperienza andrà a buon fine.

Così non fan tutte

Personalmente, a chi mi si propone adulando le mie “curve” preferisco chi in curva mi ci porta senza troppe premesse. Domanda secca: «Ti va di farti scopare in un camion?» Ci penso giusto quei dieci secondi necessari affinché il raziocinio non possa frenare le mie fantasie e rispondo sulla base di quanto mi si bagna la figa alla sola idea: «Sì». Appuntamento fissato e non voglio sapere altro, mi piace la situazione, punto e basta, e pure l’approccio di chi non gira intorno ad inutili lusinghe.

Inviti anomali? Perché no?

Certo sarebbe strano che qualcuno tentasse di scoparmi salutandomi con un «Ciao brutta rana, ti scrivo perché non ho trovato di meglio; sabato sera ti va di farti inculare? Se vuoi porto un amico.» «Col burro o senza?» «Prego?» «Come non hai visto Ultimo Tango…allora mi dispiace non se ne fa niente!» Certo è, che questo approccio avrebbe più successo di «Ciao bellissima Dea, hai un seno da Oscar». Un “Salve brutta rana” quando mi ricapita? Lo so. Così non fan tutte.

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Basta! girare col metro e la bilancia, e a chi vi dice che le dimensione sono importanti, rispondete: «Solo se rapportate alla potenza della spinta pelvica.» Eppure, attraverso le chat, programmiamo tutto, come se ci preparassimo a girare un film. Questo ci dà la sensazione di poter ridurre il rischio di rimanere delusi/e e di avere tutto sotto controllo quando il controllo dovremo imparare a perderlo. In realtà non puoi affidare alla matematica, ma nemmeno a un buon approccio lessicale o ad un decoroso rispetto del codice etico delle chat, l’incontro occasionale.

Seguire l’istinto

La magia di un appuntamento, che sia promiscuo o individuale, dipende solo dall’emozione che proverete nel qui e ora. Senza rinunciare agli annunci, non abbiate paura della casualità ed evitate di fare inutili domande. Se lasciamo liberi i nostri desideri saranno loro a guidarci e difficilmente avremo brutte sorprese. Parola di sporcacciona temeraria.

Valentina Neri

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