IL LOOK DEl primo INCONTRO

Non è carnevale: buon senso e dignità

Per decidere come vestirsi al primo appuntamento bisogna, innanzitutto, capire di che appuntamento si tratta. Che sia a due o ben oltre, cambia poco. Partiamo dal presupposto che si voglia arrivare a consumare l’atto sessuale; ma per quanto questo sia l’obiettivo, sconsiglio sempre di mascherarsi, ovvero, adottare un look che non vi rappresenta.

Rischiate

Quando indossate qualcosa che vi aggrada siete più a vostro agio ed esprimete meglio la vostra personalità. Se state facendo l’incontro giusto questa personalità, che si esprime attraverso l’abbigliamento, non può che giovarvi. Non dovete piacere per forza, tanto più a qualcuno che non conoscete e potrebbe non piacere neppure a voi. ragion per cui un bel taller per lei o un casual di classe per lui possono essere altrettanto perfetti dei vestiti super provocanti femminili o ad un’eleganza maschile smaccata, stile Giacomo Casanova redivivo.

Effetti collaterali

In questi casi, salvo essersi messi d’accordo, potreste sortire effetti deludenti. Qualora vi rendiate conto di non gradire l’interlocutore, le mise troppo seduttive potrebbe generare insistenze non gradite. Salvo che, tale prima volta, non avvenga in una festa hard. Tenere conto di dove si sta andando è importante. A teatro non ci vai in tuta e in una camera d’albergo evita la camicia da notte di nonna papera o il pigiama di Pluto.

Evitate i patti sgraditi

“Metti un vestito aderente rosso”. “Non indossare le mutande”. “Adoro gli uomini con gli slip trasparenti e il papillon”. Con molta sensualità cercate di uscire dall’impiccio di un look che vi fa sentire a disagio, avvisando che farete una sorpresa. Naturalmente non rinunciate ad una lingerie appetibile in caso si arrivasse al dunque e neanche al “sotto il vestito niente” ma nessun patto sulle mutande in pieno gennaio. Vi si potrebbero seccare le ovaie o, nel caso di lui, ottenere un rattrappimento dell’uccello con esiti degni da commedia di Woody Allen.

Ai bellissimi

Se anche siete bellissimi e sareste sexy pure con un sacco di iuta per lei o vestito da ninja per lui, non tutto va bene per tutti. Il nero sfila ma invecchia. Il vestito verde smeraldo può intonarsi da Dio col colore dei vostri occhi ma donare alla vostra pelle un carnato gorgonzola. Per quanto perfetti, ammesso che la perfezione esista, ci sarà sempre qualcosa che può non starvi bene: tessuti, colori, stili. Look e personalità devono andare di concerto. L’abito deve fare il monaco, o la monaca, se di Monza ancor meglio.

I non perfetti

Costui e costei dovranno stare ancora più attenti a qualcosa che valorizzi i pregi e mimetizzi i difetti. Oggi le tendenze della moda ci vengono incontro, puoi indossare il lungo quanto il corto. Se una volta, vedi per esempio gli anni Ottanta, le scarpe si usavano a punta non era possibile trovarne di altro genere ma ora, fortunatamente, abbiamo più campo libero e troviamo di tutto senza difficoltà. Quindi non siamo obbligati a mettere la mini per forza coi polpacci di Rambo. 

La tecnica del deconcentramento

Per le donne con un bel seno ma un po’ di pancetta, puntate tutto sulla scollatura con un abito alla Paolina Bonaparte. Una décolleté invitante tira via l’attenzione da qualsiasi altro difetto. Negli uomini, pancia, calvizie, gambe storte sono i difetti più comuni: con le gambe storte potete darvi un tono da cow- boy, il John Wine della situazione; per la pancia vi ricordo che Depardieu è uno degli uomini più affascinanti del mondo, credete nel vostro fascino! Indossate abiti morbidi e accoglienti, puntate su colori chiari e capi spalla a tre quarti. Un po’ di eccentricità mitiga i difetti. L’uomo calvo, se ha un bel cranio, ha un suo perché altrimenti è di rigore l’eleganza.

Accessori anti sesso

Anche se è bene essere se stessi evitate gli indumenti anti sesso tipo: cuffie di lana, tute ginniche, canotte portuali, il vestito con cui pulite casa, soprattutto se siete alte, bionde, scolorite e non volete sembrare una badante dell’Est, eccesso di motivi floreali e colori che fanno a pugni oppure indefinibili, tipo color pelo di gatto dedito alla promiscuità o color cane che fugge. Maculato e tigrato? Un’altra volta. Pantaloni alla zuava e colbacchi? Non siamo in Russia, sempre che non vi attenda il ballo della steppa.

Da scordare proprio

Le acconciature con pinza in testa sono un antiviagra, parure fatte con le gocce di cristallo scordateveli, non siete lampadari. Bastoni a becco di papera e occhiali neri da jettatore patentato, ombrelli rotti e abbinati a cazzo sono da mina antiuomo, lasciateli nelle novelle di Pirandello. Ciò detto non dimenticate a casa il senso dell’umorismo: drizza i cazzi e bagna le fighe più del nude look di Chanel e del miglior Richard Gere. 

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