IL CONTRATTO tra la schiava e il padrone- Parte prima

Trilogia

L’incontro

Avevo passato una notte agitata, finalmente l’avrei visto il gentiluomo perverso con cui avevo avuto a che fare solo in chat. La sua essenza era chiara, un dominante, un padrone, un intransigente padrone. Ne ero rimasta subito attratta da una fotografia che mi aveva mandato dal quale si percepiva tutta il suo esuberante erotismo maschio. Mi aveva proposto un incontro con un suo amico e io desideravo incontrarlo davvero tanto ma, a pochi giorni dal fatidico momento, non ho retto, non l’ho avevo mai visto eppure mi percepivo già in balia di una forza bruta che desideravo ma che per istinto mi metteva ansia.

Indesiderata fuga

Piuttosto che scontentare le sue aspettative sono sparita e senza dare spiegazione alcuna. Nel tempo successivo ho pensato che potevo provare a scusarmi ma non ero in grado di reggere una sua eventuale indifferenza. Eppure sentivo che mi avrebbe cercata nonostante fossi stata così scortese sparendo in quel modo; e come spiegargli il turbamento che mi dava l’idea di quell’incontro, non per come si prefigurava ma per la passione che mi ribolliva dentro tanto da farmi arretrare e pensare che forse era meglio non incontrarlo mai perché mi avrebbe intrappolata, sarei rimasta impantanata nella sua morsa. Volevo le sue mani addosso in qualsiasi modo.

La sorpresa

A sorpresa un bel giorno mi chiama e, da quel momento, ho capito che non potevo più sfuggirgli, ed ero stanca di aspettare ciò che desideravo tanto focosamente: essere sua. Accetto di rivederlo, accetto un incontro torbido ma che mi eccita, un contratto dove sarò trattata come un cesso. Io riesco a dirgli solo sì. La data è fissata; tutto concordato, lui non lascia spazio all’immaginazione. A una settimana dall’incontro hot mi comunica che è in città e mi propone un caffè nel giorno più sbagliato del mondo.

Maledetto ritardo

Mi alzo intimorita, vorrei mi trovasse carina e faccio del mio meglio allo specchio, ma prima devo recarmi ad un’intervista, accidenti. Avrei voluto passare la mattina godendomi l’attesa dell’incontro, invece, vengo inghiottita dai ritardi. Prego che non vada via, prego di non trovarlo di malumore per l’attesa, riesco ad arrivare nel luogo dell’appuntamento con un ritardo indecente. Mi sento il cuore in gola. Lo riconosco subito anche se l’ho visto solo con una maschera. Ho un capogiro, vertigini ma cerco di mantenermi calma, non faccio che scusarmi. È alto e possente, il suo corpo ha dei volumi cezanniani, lo sguardo è perverso, contrariato per il ritardo, e si vede che fa fatica a nasconderlo.

Incontenibile emozione

Io vorrei essere ingoiata nella sua giacca, risucchiata nei suoi pantaloni, la sua gestualità è così elegante, perfetta in quell’abito color caffè che indossa come un gran signore, le mani dalle dita nodose me le sento già dentro, ha un modo di usarle che è sufficiente a eccitarmi anche nei gesti più comuni. Sempre intoppi tra noi; vorrei farlo salire a casa, farmi sbattere già in ascensore dirgli che sono sua, chiamarlo padrone, godere del suo contatto, del suo odore, ma non è possibile. Mentre mi dà il suo dono m’infila la mano sul seno, in pieno giorno, in una strada affollata.

Sono la sua puttana

Ci salutiamo, mi sento male, continuo a sentirlo addosso, sono la sua schiava, la sua cagna, la sua troia; voglio esserlo! Senza nemmeno toccarmi, squirto in ascensore immaginando lui dietro di me che con la sua enorme dotazione mi prende da dietro penetrandomi sino agli intestini e con il pugno mi fista provocando cascate di piacere, l’altra sua mano è sul collo, poi sulla bocca per contenere i miei gemiti, poi scende a frugare i seni, sono in estasi.

Preziosi doni

L’ascensore si apre, entro a casa e, di corsa, apro i pacchetti, collare e guinzaglio, un plug gioiello che userò solo con lui; dice che mi legherà e ignora quanto già mi ha già legata stretta, e sogno che prima o poi il mio corpo sarà nel suo, la mia bocca sarà nella sua, lo laverò con la mia lingua, lo asciugherò coi miei capelli, come la Maddalena pentita mi dissolverò e gli permetterò qualsiasi cosa, io stessa sarò una cosa, perché non sarei capace di dire di no a nulla.

L’ambito premio

Non devo più scappare dal mio desiderio, da questo sogno pruriginoso, voglio esaudire le sue fantasie porche e sporche poi sfarmi stringere da quelle braccia; alterno momenti di euforia a momenti di paura, paura che quell’incontro tanto atteso possa essere l’ultimo e non voglio che lo sia. Eppure lo sento, non sarà l’ultimo e se farò da brava, ha accolto la mia supplica, fare l’amore con lui, noi soli e perderci in lunghissimi baci e nella malizia lussuriosa dei nostri occhi.

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